The Secret ThrillArt Brewer and Jeff Divine

A surfer could tell instantly where someone was from
by subtle cues, the hair, the surfboard shape, logo and art work.

 

 

Quando abbiamo preso in mano le nostre prime macchine fotografiche negli anni Sessanta, eravamo solo adolescenti. A quei tempi, prima della superstrada, del boom popolare, della tecnologia, la California era un arido paradiso non commercializzato. Nei panni di giovani fotografi, ci preparavamo a scattare per strada o nuotando tra le onde, mentre nessun altro scattava foto di surf. A quel tempo i fotografi di surf si contavano sulle dita di una mano ed anche i surfisti erano molto pochi. Quando vedevamo un’auto con delle tavole da surf caricate sul tetto, agitavamo il pollice su o giù, in modo da segnalare la condizione buona o cattiva delle onde. La società mainstream non riusciva a capire cosa facessero esattamente i surfisti. Avevamo il nostro linguaggio slang per descrivere i luoghi dove surfare, i personaggi della scena, il vento e l’oceano, la qualità delle tavole. I surfisti sembravano hippy, ma erano davvero degli atleti selvaggi. Kurt Letterman, redattore di Surfer Magazine, ha descritto questo sport come “Il brivido segreto”.