Banana Split

A conversation with
Okay Kaya

photography Maciek Kobielski
fashion Celestine Cooney
interview Kathleen Hefty

Okay Kaya trasmette una combinazione inconsueta di sicurezza e umiltà, mista a un’affascinante dose di humor e autoironia. Il suo stile canoro, melanconico e semplice, spesso caratterizzato da testi ambigui, porta l’ascoltatore a perdersi nell’atmosfera sognante dei suoi brani.

Le melodie si rivelano lentamente avvolgendo chi le ascolta, mentre la sua voce seducente si sofferma su lunghe sillabe dal ritmo inaspettato. Canzoni quali Damn Gravity esprimono un dolore intimo in modo personale e distaccato, come il suo canto incalzante “Oh Gravity / Damn Gravity / He keeps floating away.” In molti pezzi è diffcile definire se Kaya ne sia la protagonista o meno. Cantante e cantautrice dai toni calmi e tranquilli, Okay nasce in un piccolo paese della Norvegia e sceglie New York come sede del suo palcoscenico musicale. Dopo un paio d’anni passati a condividere i suoi brani su SoundCloud, questa primavera Kaya (Kaya Wilkins) ha registrato il suo primo album.
L’ho incontrata durante lo shooting scattato da Maciek Kobielski che l’ha ritratta in capi Gucci, in un luminoso studio di Brooklyn; abbiamo parlato della sua carriera musicale, di quando suonava nella sua città e dell’album di debutto in uscita all’inizio del prossimo anno.
KH Ciao Kaya, grazie mille per questa intervista! Come sta andando lo shooting?
OK Bene, mi hanno lasciato indossare la mia t-shirt per ora.
KH Fantastico, di che maglietta si tratta?
OK È di una band norvegese che si chiama Kvelertak, che significa “stretta alla gola”.
KH Fanno metal?
OK Non li definirei propriamente metal, ma sono alquanto aggressivi.
KH Tuo fratello faceva parte di una band metal?
OK Sì, è in un gruppo chiamato Asaru. Avevamo uno spazio in cantina in cui fare le prove, lui era alla batteria mentre io cercavo di suonare la chitarra. Quindi non eravamo propriamente in una band, eravamo semplicemente nella stessa stanza e improvvisavamo. Si pensa mi abbia insegnato a suonare la chitarra, ma non è così, ha però tentato di insegnarmi a suonare la batteria.
KH Quanti anni avevi quando hai ricevuto la tua prima chitarra?
OK Credo 13, ma ho smesso quasi subito. L’ho ripresa in mano quando ne avevo 20 e mi sono trasferita a New York. Ho sempre voluto fare la ballerina durante la mia adolescenza, danza moderna, qualcosa del genere. Volevo davvero diventare una coreografa.
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