Michael Shannon

The Thoughtful Attitude

photography Will Davidson
fashion Gillian Wilkins
interview Emily Colucci

 

“Parlare di se stessi in modo spontaneo è una cosa diffcile da fare”, così Michael Shannon ha iniziato la nostra conversazione guardandomi con i suoi caratteristici e profondi occhi blu.

Con l’abbigliamento casual, i capelli spettinati e il suo atteggiamento riservato e pensieroso, Shannon sembra non rendersi conto di essere uno degli uomini di punta ad Hollywood.Appare stupito anche dall’attenzione mediatica che la celebrità comporta. Shannon vuole solo recitare. E recitare è quello che fa. Oltre alla sua più recente interpretazione, un’improbabile esperienza nei panni di Elvis Presley in Elvis & Nixon, Shannon ha una lunga lista di film presto in uscita tra i quali Salt and Fire di Werner Herzog e Nocturnal Animals and Loving di Tom Ford, che segna la sua quinta collaborazione con il regista Jeff Nichols. Oltre ai vari film Shannon porta avanti anche la carriera teatrale come mostra il periodo, appena concluso, di A Long Day’s Journey Into Night a Broadway. Comunque, che gli piaccia o meno, Shannon è una star. L’ho incontrato nel pittoresco Fort Defance, nel suo quartiere Red Hook. Il ristorante è rimasto aperto solo per noi durante l’orario di chiusura pomeridiano, uno dei benefici dovuti alla fama di Shannon. Seduto per un veloce pranzo prima di andare all’aeroporto, Shannon ha raccontato dell’interpretazione di Elvis, della sua pienissima agenda e di ciò che lo ispira.
EC Dato che sono una fanatica di Elvis vorrei iniziare chiedendoti di Elvis & Nixon. La prima volta che ho visto il trailer mi ha stupito vederti in quel ruolo. Cosa ti ha spinto ad interpretare Elvis?
MS Quando mi hanno presentato il progetto, non stavano cercando un imitatore. Erano interessati a qualcosa con un po’ più di spessore, una ricerca fatta da un punto di vista psicologico su chi fosse Elvis, su come sarebbe essere Elvis.

Per quanto la sua vita sia stata meravigliosa e felice, fu segnata anche da grande ansia e diffcoltà. Questo è un aspetto di cui non si è mai veramente parlato e che non è stato raccontato, sopratutto nei film. Non penso che la mia fosse necessariamente l’interpretazione giusta, non sono un grande fan di Elvis. Sapevo sarebbe stato molto stimolante, ho passato molto tempo con Jerry Schilling, uno dei suoi migliori amici. È stato lui a dire che avrebbe apprezzato un approccio più introspettivo, dato che nel corso degli anni è stato doloroso vedere il suo amico rappresentato come una figura caricaturale. Molte persone lo fanno per l’amore e l’ammirazione che provano nei confronti di Elvis. Non significa necessariamente che si prendano gioco di lui, ma lo rappresentano basandosi su ciò che ricevono da lui e ciò che Elvis significa per loro.
EC Sei stato a Graceland?
MS Sono stato a Memphis con Jerry. Siamo stati a Graceland che ovviamente è un posto sorprendente. Ma non è stata l’unica cosa che abbiamo visto. Non è stata neanche la più commovente. Jerry mi ha portato al Lauderdale Courts, uno dei primi progetti residenziali negli Stati Uniti. Elvis viveva lì quando era un teenager. Oggi è un complesso di appartamenti, ma hanno mantenuto quello in cui viveva. Si può entrare nella camera da letto di quando era ragazzo. È molto piccola, nella stanza c’è a malapena spazio per il letto. C’è una finestra che si affaccia su una sorta di tetro e anonimo panorama. Sinceramente mi ha emozionato più quella stanza di Graceland. È il luogo in cui sono nati tutti i desideri, i sogni ad occhi aperti, le speranze, le domande e la ricerca. Me lo immagino seduto sul suo letto, che guarda quel paesaggio fuori dalla finestra domandandosi chi sarebbe diventato.

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