How to Work BetterPeter Fischli David Weiss
at Guggenheim Museum

New York,
5 February – 20 April, 2016

Peter Fischli David Weiss: How to Work Better, presentato dal Solomon R. Guggenheim Museum, è il primo evento completo mai presentato a New York dedicato alla straordinaria carriera artistica durata 33 anni di Peter Fischli (b. 1952) e David Weiss (1946-2012). L’esposizione si concentra sulla collaborazione tra gli artisti svizzeri, i quali hanno esplorato la dinamica del pensiero dualistico, grazie al dialogo che hanno sempre sostenuto. Attraverso la simultanea, acuta e profonda appropriazione dei generi culturali, il loro mondo creativo continua ad esplorare il nostro bisogno di capire la realtà e offre una più profonda riflessione su come percepiamo la vita quotidiana. Fischli e Weiss si sono interrogati in modo consistente sulla dipendenza dai contrari della cultura Occidentale.
In un modo o nell’altro, tutto ciò che hanno prodotto insieme rivela in modo brillante ciò che gli artisti considerano essere “opposti popolari”- lavoro e piacere, finzione e realtà, kitsch e bellezza, banale e sublime. Inglobano questo approccio nei loro alter-ego, Rat and Bear, che appaiono partner complementari nelle loro disavventure come nei primi film The Least Resistance (1980–81) and Rat and Bear (Sleeping) (2008). Rinunciano alla perentoria voce dell’artista per agire invece come brillanti filosofi che meditano, ponendosi qualsiasi tipo di domanda grande o piccola.
Nessuna questione è troppo straordinaria o irrilevante, metafisica o empirica, così come possiamo osservare in opere come Large Question Pot (1984) e nella serie Question Projections (2000-2003), che presenta frasi come (“È vero che tracce di alieni sono state trovate nello yogurt?) e (“È tutto privo di senso?”). Molti dei loro progetti prendono la forma di ampi archivi che assomigliano ad enciclopedie personali accumulate nel corso degli anni facendo poca distinzione tra l’importante ed il comune.

La mostra include inoltre, la presentazione di cartoline che mostrano immagini simili a panorami turistici come in Airports (1987–2012) e Visible World (1986-2012). Quando non documentano il mondo circostante, Fischli e Weiss giocano con segni e simboli appartenenti a tale mondo.
Nel loro primo progetto, Sausage Series (1979), emulano gli aneddoti dei dipinti classici e propri della cultura popolare in composizioni fotografiche realizzate con carne in scatola e oggetti domestici. Rubber Sculptures (1968-88/2005-06) e Cars (1988) portano crescente attenzione ai prodotti che popolano la quotidianità. Questo impulso culmina in una serie di installazioni in poliuretano (1991) che sovvertono il readymade Duchampiano con accurate copie incise a mano di oggetti ordinari, dalle lampade da tavolo, alle audiocassette, dalle scatole di pizza alle lattine; oggetti e scarti presenti nello studio degli artisti.
Questi surrogati sono semplici richiami di un’esistenza molto più complicata che divengono come buchi nella nostra percezione. Peter e David spesso parlano del loro deliberato abuso del tempo e dei materiali.
Nella serie di fotografie intitolata Equilibres (A Quiet Afternoon) (1984-86) e nel loro celebre video The Way Things Go (1987), essi filmano atti di improbabile equilibrio e reazioni chimiche che animano gli oggeti più banali in danze di assoluta precarietà.
Gli artisti creano sistemi destinati a fallire e trovano piacere nella bellezza entropica dell’imminente collasso. Come alchimisti contemporanei, Fischli e Weiss trasformano l’ordinario in qualcosa che decisamente non lo è.

 

“È vero che tracce di alieni sono state trovate nello yogurt?” from – Large Question Pot (1984)