Arthur Elgort & ChristiaanDYNAMIC DUO

photography by Arthur Elgort
hairstyle by Christiaan Houtenbos

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Sfogliando le pagine del nuovo libro Arthur Elgort, The Big Picture di Steidl, la celebre coppia formata dal fotografo Arthur Elgort e dall’hair stylist Christiaan Houtenbos, riscopre quelle che sono state le immagini piú singificative della loro collaborazione nel corso degli anni.

 

CH Così il mondo è interessato a noi.
AE Beh, questo è un bene. Non so perché, forse il motivo è perché siamo vecchi.
CH Sì, siamo vecchi, ma siamo vivi e possiamo guardare indietro al nostro passato.
AE Sto cercando immagini che coprano tutto il periodo passato insieme. Non riesco a fermarmi.
CH Per noi, non esistevano muse. Eravamo noi le nostre muse.
AE I modelli sono stati la nostra preda, mai sentito parlare di muse.
CH Ed era così perché tu sei quel tipo di persona che scatta immagini a qualsiasi cosa.
AE Mi piace quella foto di Kate Moss seduta mentre prende il caffè.
CH Vero, mi rendo conto che stavo giusto pensandoci l’altro giorno. Non importava se era una ragazza favolosa, sarebbe potuto essere uno spazzino e avremmo comunque scattato una foto.
AE Beh, se si tratta di una buona immagine la si scatta. Perché no. Ho fatto spesso delle pause durante quello shooting. Ad esempio, quando si dovevano sistemare i capelli, andavo a prendere un caffè, cercando ispirazione fuori dallo studio. Eravamo a Milano, vicino alla cattedrale e da sempre volevamo stare lì. Marianne e io non riusciamo peró a ricordarci il nome dell’hotel dove alloggiavamo in quei giorni.

 

CH The Grant, quello sull’angolo. Ho saputo che l’hanno rifatto, oggi non c’è più così tanta muffa , non come a quel tempo.
AE Peccato, mi piace la muffa.
CH Sì! Ci piaceva anche con la muffa! Ricordi come gli inservienti hanno lasciato l’hotel dopo la mezzanotte? Tutti i dipendenti sono andati a casa lasciandoci soli alle loro spalle. Bailey, altro ospite di successo che come noi non è riuscito a dormire per tutta la notte. E poi ad un certo punto Nureyev è arrivato oscillando con la sua chiave verso la porta d’ingresso.
AE C’era lo show di Giorgio Repposi.
CH Vive in questo quartiere. Sì, lui era un po’ il nostro guru.
AE Lui voleva portarci alla ribalta.
CH Sento ancora il suo “CIAO!”
AE Che tipo divertente. Ho amato quell’hotel, ma dovevi conoscere tutte le camere che c’erano, alcune erano buone altre erano pessime.
CH E poi c’erano stanze dove abbiamo lasciato la nostra erba pensando di ritrovarla al nostro prossimo viaggio.
AE No, questo l’abbiamo fatto di più al “The Rafael”.
CH Sì, l’abbiamo fatto al “The Rafael”, ma io di più al “The Grant”. La lasciavo all’interno dell’armadio…
AE Sì, e sapevo dove fosse e sono tornato per fumarla.

 

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Yasmin Le Bon Paris 1986
Kim Charlton New York 1977

 

AE Sì, e sapevo dove fosse e sono tornato per fumarla.
CH Penso che la ragione per cui le persone sono interessate alla nostra piccola storia è perché eravamo forti. E come lo siamo stati?
Per quanto mi riguarda posso dire che è stato perché rispetto al lavoro con Avedon, dove ogni volta tremavo dentro ai miei stivali e non c’erano per niente riferimenti alla vita reale, tu invece sei riuscito a rappresentare tutto questo. Ci sei stato, fin dal primo giorno, mi ricordo il primo lavoro con te nell’eastside, proprio vicino allo studio di Avedon, dove hai preso quella bella nuova ragazza francese per l’ultima copertina di Mademoiselle. L’hai immortalata in una cabina telefonica e la cover è uscita cosí, di getto. Per me questo è stato come un “Ciao!”
AE Eri solito indossare un completo in quel periodo.
CH Ero alla moda.
AE Molto alla moda. Quel completo è lo stesso che indossi sempre. Quello con la stampa a plaid rosso.
CH Eravamo molto fashion.
AE Non solo. Abbiamo avuto delle bellissime ragazze perché erano sia le mie ragazze che le tue ragazze e non erano importanti per noi. Nessuno ha fatto Susan Hess, stessa cosa con Bonnie Berman. Ricordo Grace Coddington che era solita dire che aveva provato Bonnie Berman e ne era uscito un lavoro schifoso. Dico questo perché lei non ti è piaciuta da subito.
CH Me lo ricordo. È stata sempre una lotta per le ragazze. Anche Jeny Howorth. In Europa l’hanno usata di più, ma in America a nessuno importava. Ma a te interessava. Hai combattuto per lei.
AE Sì, mi piaceva, ma non dal primo momento. E poi ho visto quello che poteva fare.
CH Per me, quello che si nascondeva dietro tutto questo era che queste ragazze avevano veramente una vita felice, come dei pulcini appena nati. Non c’era bisogno di fare pressioni, potevano fare qualsiasi cosa.
AE Si poteva averle ogni volta che si voleva. Non c’era bisogno di aspettare in coda per loro.
CH Così mi sei piaciuto da subito perché c’era qualcosa nel modo in cui fotografavi e avevi una generosità infinita nel donare costantemente fotografie a tutti quelli che immortalavi. Tutte quelle foto… ho potuto fare un libro a casa con tutte le foto che mi hai dato. Davi sempre via tutto, nessuno lo fa. Ma nell’equazione c’era anche Marianne il nostro editor.
AE È ‘importante sapere chi è l’editor. Non abbiamo fatto Vogue perché ricordo Lucia mentre ci diceva: “Voi non sapete fare moda. Sapete fare lifestyle. Potete fare Sony, ma non Valentino perché non sapete come”. E io dissi: “Io so come!”
CH A posteriori, guardando attraverso tutte le immagini ritrovate nel corso degli anni passati insieme, suppongo si possa dire che ero un po’ la tua musa. Ma non era sicuramente una situazione cosciente. E tutto è stato un mix totale della nostra vita e del nostro lavoro.
AE Beh, siamo usciti insieme, siamo andati al Fire Island Pines.
CH Fire Island è uno spettacolare esempio del connubio tra lavoro e vita. Questo è sicuramente un punto importante, il fatto che il nostro stile di vita ci abbia fatto diventare non solo colleghi di lavoro, ma anche amici. Abbiamo giocato a carte e siamo stati cacciati dalle stesse ragazze.

AE Intendo dire che tu non giochi a carte con Mario Testino.
CH No, non lo facciamo, ma potremmo organizzare una serata. C’è una differenza totale. Un ragazzo come Mario è in realtà piuttosto vicino spiritualmente a noi, anche se ha un carattere completamente diverso. Quello che mi piace di lui è che vuole scavare in uno stile di vita e raggiungerlo in profonditá, infatti ricordo che abbiamo sempre mantenuto degli ottimi rapporti con lui in passato.
AE Tempo fa, quando mi hanno chiesto chi avrei voluto come modella, ho detto Apollonia, era la mia ragazza. Non piaceva a nessuno in un primo momento, salvo poi ad Avedon che si rese conto che lei era un’ottima modella.
CH È stata, se non altro, la prima tua ragazza come fonte di ispirazione. Era straordinariamente espressiva e felice di vestire splendidamente nella sua vita, non importava ciò che le si faceva indossare.
AE Poteva essere sulla strada ubriaca e lo scatto sarebbe stato ugualmente buono.
CH Che a quanto pare è la realtà di quella fantastica immagine che hai di lei, ho sentito che vorresti darmela per Natale, misura 11 per 16 metri. Si può dire che quell’immagine sia nata completamente dall’amore che hai per la fotografia, per me e per la vita.

 

AE Ti ricordi il mio primo studio di fronte a quello di Avedon? Quel terribile studio.
CH Era come il piatto di metallo che ti servono in prigione.
AE Ho poi deciso che non potevo più lavorare in studio, per me risultava troppo noioso.
CH Sono giunto alla conclusione che le foto migliori arrivano quando ci si trova nella situazione in cui come fotografo vuoi veramente scattare una foto. Cosa che a te risulta più facile, anche se oggi le persone sono molto più false, ci vorrebbero piú persone come te. Basta una piccola sollecitazione e ti viene subito voglia di scattare una fotografia.

Mi ricordo che, giorno dopo giorno, guardando attraverso migliaia e migliaia di diapositive, tu eri sempre in grado di muoverti velocemente attraverso le immagini e di ingrandire quello che ti piaceva e di scartare quello che invece non ti convinceva. Era un processo affascinante, ogni mattina speravo in un miracolo dal giorno prima.
AE Poi, ho avuto mio figlio e le mie figlie, e adesso mi alleno su di loro tutto il tempo.
CH Nessuno è minacciato da te quando punti la fotocamera verso di loro. Sei quasi come Bill Cunningham da questo punto di vista e loro sono felici di vedere te che li prendi di mira.
AE Beh, forse cosí otterró una buona immagine. Non si sa mai.

 

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Rosie Vela New York City 1977