CoexistencesText Germano Celant

Post Zang Tumb Tuuum. Art Life Politics: Italia 1918–1943,
Fondazione Prada.

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Giorgio De Chirico, Le caserme dei marinai, 1914.
Giorgio De Chirico, La nostalgie de l’ingénieur, 1916.

 

È possibile realizzare una mostra capace di attuare una sintesi attiva, che superi la dispersione molecolare delle opere d’arte, seppur poste tra di loro in relazione per affnità e legami linguistici, al fine di costruire una totalità sferica di materia storica e sociale, poetica ed estetica, fatta di documenti del reale, intesi come strumento di comprensione culturale della complessità delle costellazioni di un’epoca? Si può mettere oggettivamente in mostra la dialettica tra l’arte e il suo contesto plurilinguistico e multi-sociale, al di fuori dalle costrizioni e imposizioni di organizzatori, curatori, filolosofi o narratori, così che le interpretazioni teoriche e critiche siano indotte dagli spazi reali nel loro articolarsi nel tempo?

 

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